Il mio omaggio a Primo Carnera

La nostra terra è da sempre una culla di eccellenze che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo. Dalla rivoluzione tecnologica dell’illuminazione elettrica di Arturo Malignani a Udine, fino alle vette letterarie di giganti come Pasolini, Svevo, Saba, Nievo, Sgorlon e Cappello. Senza dimenticare i maestri dell’arte visiva come i Basaldella, Spazzapan, Zigaina e Ciussi, o i miti dello sport che hanno fatto la storia: Bearzot, Zoff, Di Centa, Cesare Maldini e Fabio Capello.

Ma c’è un nome che, più di tutti, ha saputo far sognare intere generazioni in un’epoca in cui le comunicazioni erano difficili, portando il nostro territorio alla ribalta internazionale: Primo Carnera. Il “gigante buono” di Sequals, che nel 1933 scalò il mondo conquistando il titolo di campione mondiale dei pesi massimi.

È proprio per celebrare questa figura straordinaria che il Comune di Sequals, in collaborazione con l’AIAP (Associazione Internazionale Arti Plastiche), ha dato vita a una mostra unica nella suggestiva cornice di Villa Carnera: “Corpo a corpo. Omaggio al campione Primo Carnera”.

Curata da Boris Brollo, l’esposizione raccoglie le interpretazioni di grandi artisti – a partire dalle opere materiche di Cesare Serafino fino alla pungente ironia del Cipputi di Francesco Tullio Altan – affiancandole a cimeli storici, trofei e medaglie del campione.

La mia opera in mostra: “Io sono un artista”

In questo “corpo a corpo” tra arte e pugilato, ho voluto portare una riflessione contemporanea e tecnologica che dialoga con lo spazio e con la memoria del campione.

La mia opera consiste in un’installazione dinamica (che potete vedere in azione nel video): un robot aspirapolvere che si muove autonomamente su una pedana bianca rialzata, lasciando dietro di sé una fitta trama di linee colorate, come i colpi, i movimenti e le traiettorie tese di un match sul ring. Sul dorso del robot campeggia una dichiarazione d’intenti forte e ironica: “Io sono un artista”.

È un modo per scardinare i confini della pittura tradizionale e per riflettere, forse, su cosa significhi “combattere” oggi nello spazio dell’arte, dove anche una macchina può tracciare percorsi geometrici e caotici al tempo stesso, creando un mosaico visivo in continua evoluzione.

La mostra, accompagnata da un’interessante pubblicazione cartacea, rimarrà aperta fino al 28 dicembre. Vi aspetto a Villa Carnera per riscoprire il mito del nostro grande pugile attraverso gli occhi (e le tecnologie) dell’arte contemporanea!